Il Monte Scuderi non è solo un “terrazzo naturale” che domina la costa messinese; è un luogo dove la geologia calcareo-dolomitica si scontra con il mito. Se oggi lo frequentiamo per i suoi 1.253 metri di panorama, un tempo lo si faceva per motivi ben più materiali: minerali e neve.
La leggenda della “Truvatura”: oltre il semplice tesoro
La leggenda della Truvatura dello Scuderi non è un racconto unico, ma un complesso intreccio di riti e superstizioni.
Si narra che un antico sovrano, identificato a volte come il mitico re Saturno, nascose nelle viscere del monte tre casse ricolme di monete (oro, argento e rame) e una chioccia con ventun pulcini d’oro zecchino.
Per entrare in possesso del tesoro non basta scavare. La leggenda impone prove quasi impossibili: i cercatori devono essere accompagnati da un prete e da una giovane vergine; devono tessere un tovagliolo in una sola notte di luna e mangiarvi sopra pesci pescati nel mare di Alì e portati vivi in cima prima dell’alba. Chi entra nella grotta deve affrontare diverse prove, come affrontare un serpente gigante o reggere la visione di un enorme cavallo inferocito, davanti al quale bisogna contare “13 volte 13”, senza mostrare timore: si racconta di un gruppo di avventurieri che erano giunti quasi alla fine della truvatura, quando uno di essi, in preda al panico, invocò la Madonna e i Santi, e che a quel punto una forza misteriosa trascinò via il gruppo disperdendone i membri fra l’Etna e la Calabria.
Dietro queste fantasie si nasconderebbe una realtà concreta: il Monte Scuderi è circondato da antichi filoni metalliferi. Le incursioni di esperti stranieri in cerca di miniere sono state interpretate dalla popolazione locale come ricerche di tesori magici.
Escursionismo: i percorsi tra natura e storia
Salire sullo Scuderi richiede gambe e fiato, ma ripaga con la scoperta di antiche infrastrutture rurali.
- Il sentiero della Santissima (Fiumedinisi): Uno dei percorsi più completi. Parte dalla località Santissima (circa 600m s.l.m.), risale lungo l’antica strada militare e attraversa radure ricche di erica arborea e roverelle. In cima sono ancora visibili le neviere, buche rivestite in pietra usate fino al secolo scorso per stoccare la neve e rivendere il ghiaccio a valle.
- Dalla costa (Itala e Alì): Questi sentieri sono più impegnativi, con dislivelli che superano i 1000 metri. Il sentiero che parte dalla Piazza Duomo di Alì risale attraverso castagneti rigogliosi fino a Portella Spiria.
- Dettagli tecnici: I trekking verso la vetta sono classificati spesso come EE (Escursionisti Esperti) per via dei tratti ripidi e del fondo che varia da sterrata a roccia nuda. È fondamentale avere calzature robuste e consultare il meteo, poiché il pianoro sommitale è molto esposto ai venti.
Perché andarci oggi
Oggi il tesoro è la biodiversità della Riserva Naturale Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi, istituita nel 1998. Visitare questi luoghi significa camminare tra miniere abbandonate, come le Pietre di Caloro, e ammirare specie come l’agrifoglio maestoso e l’acero montano, in un silenzio rotto solo dal passaggio di qualche rapace.
Per una fruizione corretta della cartografia o della documentazione tecnica durante l’escursione, resta valido il consiglio di utilizzare strumenti digitali aggiornati.
