Una frana per amica

Ha compiuto da pochi giorni 5 anni, ma non li dimostra. È sempre là, un po’ più smagrita, ma ancora capace di regalarci grandi emozioni. Ormai ci si è quasi affezionati, a quella frana sull’autostrada A18 Messina-Catania all’altezza di Letojanni: è quasi un’amica, tanto che qualcuno con immenso spirito ha pure festeggiato il suo compleanno.

E pensare che la vogliono pure bucare, ci vogliono fare due gallerie dentro. Ma poverina! Perchè trattarla male, perchè darle il dolore di essere trapassata da parte a parte? Dovremmo lasciarla là, col suo dolce declivio pietroso, i suoi fianchi frastagliati, la sua generosa prosperosità rocciosa. Potrebbe diventare un’attrazione turistica: la frana più vecchia del mondo. Potremmo trasformarla in una splendida collina, piantarci quattro alberi, un po’ di panchine vista mare, e voilà, un piccolo colle pure noi, mica deve averli solo Roma. Ci mettiamo anche un bel ristorantino, specialità: spaghetti allo scoglio di terra e melanzane inFRAnate, e per dessert un originale tiralagiù. Già che ci siamo, potremmo trasformare tutta la montagna in un’immensa scivola, con la frana a fare da rampa finale per lanciarsi in mare, come all’Acquapark, magari col parapendio molto in voga in zona. D’inverno un po’ di neve artificiale e facciamo pure concorrenza all’Etna, discesa libera con slalom fra le macchine: lo chiameremo Piano ProvenFrana, o Villaggio Dirupo, come in Sila o giù di lì.


Certo, poi l’autostrada rimarrebbe per sempre ad una sola corsia, ma dov’è il problema? Visto quanto è disastrata e pericolosa, almeno ci sarà solo una corsia di buche e fossi anzichè due! E poi, vuoi mettere lo spettacolo di viaggiare a 50 all’ora mentre sulla testa ti vola la gente dalla collinetta-frana verso mare? E si, è vero, si perde tempo: ma che fretta abbiamo, alla fine? Arriviamo dove dobbiamo andare 10-15 minuti in ritardo, ci facciamo attendere, come i VIP.

Perciò, diciamolo: la frana non è un problema, ma un’opportunità. È un dono del Signore, quella massa di pietrazze sull’asfalto, una specie di enorme natura morta, un quadro degno del miglior pittore impressionista. Ormai è davvero un’amica, e a quest’amica diciamolo pure in coro: ti vogliamo bene, Franuccia!